SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per il caso di Gianluca Fanesi, il tifoso della Sambenedettese che rimase gravemente ferito dopo gli scontri avvenuti al termine della partita di calcio Vicenza-Sambenedettese, del 5 novembre del 2017.
La Corte ha stabilito che lo Stato italiano abbia violato l’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, , in relazione alle modalità parziali con cui furono svolte le indagini del caso, che vedeva Fanesi sostenere di essere stato colpito duramente e ripetutamente dagli agenti di polizia, anziché, rispetto a quanto dichiarato dallo Stato Italiano, di aver riportato le lesioni cadendo accidentalmente durante gli scontri.
Tutto ciò comportò a lui la frattura del cranio, emorragie cerebrali, interventi neurochirurgici e danni neurologici permanenti, con conseguenze riguardanti il linguaggio, la memoria, il comportamento e l’udito. L’episodio, archiviato senza ascoltare coloro che erano presenti, vede l’Italia ad essere condannata per l’inadeguatezza e la superficialità dell’attività investigativa, con l’obbligo a risarcire Fanesi con 100.000 euro per il danno patrimoniale, 30.000 euro per il danno morale e 20.000 euro per spese legali e processuali.
La sentenza afferma il dovere dello Stato di svolgere indagini rigorose quando una persona subisce lesioni gravi durante un intervento di polizia.
