SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Lega Marche esprime forte sconcerto per la sentenza del Tribunale di Ascoli Piceno, con la quale l’uomo responsabile delle violente aggressioni avvenute il 7 febbraio a San Benedetto — episodi che hanno portato all’amputazione della falange del dito della mano destra di una agente — è stato dichiarato non imputabile per incapacità di intendere e di volere e destinato a una Rems. La decisione solleva interrogativi profondi sulla reale tutela garantita agli operatori delle Forze dell’Ordine e alle vittime di aggressioni, soprattutto quando i fatti producono conseguenze permanenti e irrimediabili.
Così Giorgia Latini, segretario regionale della Lega Marche: «Pur nel rispetto del lavoro della magistratura, la sentenza lascia sgomenti. Esprimiamo la nostra preoccupazione e la nostra più profonda solidarietà alla poliziotta che porterà per sempre i segni di una violenza inaccettabile. Non possiamo accettare che chi provoca lesioni permanenti a un servitore dello Stato possa non risponderne adeguatamente e venga sottratto a qualsiasi responsabilità effettiva. Questa decisione mette a rischio non solo la sicurezza degli operatori, ma anche la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Chi indossa una divisa ha il diritto di sapere che lo Stato è dalla sua parte. Lo Stato deve proteggere chi lo rappresenta, non lasciarlo solo».
Laura Gorini, segretario della Lega di San Benedetto del Tronto, aggiunge: «La comunità sambenedettese è turbata dal verdetto. La sicurezza dei cittadini e degli operatori non può essere messa in secondo piano. Pur nel pieno rispetto della magistratura, è una decisione che, come denunciano da tempo i sindacati di polizia, rischia di indebolire la credibilità dello Stato e di demotivare chi ogni giorno si espone per garantire sicurezza».
La Lega Marche ribadisce il proprio impegno per promuovere sempre di più ogni iniziativa utile a garantire tutele certe, responsabilità effettive e un sistema capace di proteggere davvero Forze dell’Ordine e cittadini, affinché episodi così gravi non vengano mai sottovalutati e chi serve lo Stato possa contare su una protezione reale e concreta.
