Una decisione che arriva dopo mesi di segnalazioni dell’opposizione. La capogruppo de L’Altra Monteprandone, Martina Censori, dichiara: «Sono mesi che denunciamo in Consiglio comunale una gestione della spesa priva di priorità e senza una visione. A ogni nostra richiesta di prudenza e trasparenza, il sindaco ci ha ignorati e l’assessore al bilancio ci ha liquidati con leggerezza, come se i problemi fossero invenzioni dell’opposizione. Oggi, invece, scopriamo che mentre ci dicevano di stare tranquilli, preparavano il massimo aumento fiscale possibile».
– contributi distribuiti senza criteri chiari a realtà vicine alla maggioranza;
– assunzioni e incarichi aggiuntivi, come la nuova “assistente del sindaco”, previsto si, ma necessario?
– 1.500 euro a GTA Sunbeach spacciati per “comunicazione istituzionale” alle porte di una campagna elettorale;
– i richiami costanti della Corte dei Conti, che invita da mesi il Comune a maggiore prudenza.
Censori aggiunge: «La maggioranza organizza conferenze stampa per gli eventi natalizi, assemblee pubbliche per presentare il biciplan e sfilate mediatiche per ogni iniziativa. Bene. Ora anche noi, come opposizione, chiediamo formalmente un’assemblea pubblica sul bilancio: vogliamo sapere come sono state utilizzate le risorse comunali, perché sono aumentate così tanto le spese e a cosa è dovuto l’aumento delle tasse. E soprattutto vogliamo capire a chi daranno la colpa stavolta. Al Covid? Al caro energia? All’inflazione? Al Governo? Alla Regione? Sono anni che sentiamo scaricare responsabilità su tutto e tutti. Il punto è che questi adeguamento fiscale, al massimo consentito, è la conseguenza diretta delle loro scelte».
La capogruppo ricorda anche che il gruppo L’Altra Monteprandone, già nel settembre 2024, aveva presentato una mozione per ridurre l’IRPEF e introdurre una no tax area fino a 12.000 euro, usando in modo più responsabile l’avanzo di bilancio. La Giunta non solo non ha accolto la proposta, ma oggi impone il massimo carico fiscale possibile. «Hanno tirato la coperta senza guardare dove finiva: spese sparse, zero programmazione e nessun limite. Adesso che la coperta non basta più, vengono a chiederla ai cittadini. Non è una fatalità, è una scelta. E noi continueremo a denunciarla, con chiarezza e senza girarci intorno, chiedendo spiegazioni pubbliche».
