ASCOLI PICENO – Un errore di compilazione su una piattaforma informatica rischia di avere conseguenze pesanti sul percorso professionale di una docente ascolana. A denunciare la vicenda è la UIL Scuola Marche, che richiama l’attenzione sui possibili effetti di un sistema burocratico digitale ritenuto troppo rigido.
La docente, durante l’aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) del 2024, avrebbe commesso un semplice errore materiale nella compilazione della domanda online. Il titolo culturale in questione risultava comunque dichiarato e presente, senza omissioni o integrazioni successive: la criticità sarebbe nata esclusivamente dalla scelta errata di una voce all’interno del menù della piattaforma ministeriale.
Una selezione non corretta che, secondo quanto riferito dal sindacato, avrebbe impedito l’attribuzione di 36 puntispettanti alla candidata. Un punteggio determinante, che avrebbe modificato la sua posizione in graduatoria, facendola scivolare di oltre cento posti e compromettendo l’accesso alla procedura straordinaria per l’immissione in ruolo sul sostegno nella scuola secondaria di secondo grado.
La docente aveva già segnalato la situazione nel 2024 all’Ufficio Scolastico Provinciale, chiedendo la possibilità di correggere l’errore attraverso il cosiddetto soccorso istruttorio, lo strumento previsto per sanare irregolarità di natura esclusivamente formale. La richiesta, però, non era stata accolta e la questione è ora al vaglio del Tribunale del Lavoro di Ascoli Piceno.
Il caso si è riproposto anche con il nuovo aggiornamento delle GPS del 2026. La docente avrebbe tentato di modificare il dato errato, ma il sistema non avrebbe consentito alcuna rettifica. Prima della scadenza prevista per la presentazione delle domande, è stata quindi inoltrata una nuova richiesta all’Ufficio Scolastico Provinciale per segnalare l’impossibilità tecnica di intervenire sulla piattaforma.
Secondo la UIL Scuola Marche, anche questa volta non sarebbe stata individuata una soluzione e le graduatorie sarebbero state pubblicate mantenendo la situazione invariata. Il timore è che un errore commesso in una precedente procedura possa continuare a produrre conseguenze anche negli anni successivi, condizionando stabilmente la posizione della docente.
«Non è accettabile che un limite del sistema informatico possa incidere in maniera così pesante sulla carriera di una persona – afferma il segretario generale regionale della UIL Scuola Marche, Antonio Spaziano –. Le procedure digitali devono essere strumenti al servizio dei cittadini e dei lavoratori, non meccanismi rigidi capaci di trasformare un errore formale in una penalizzazione definitiva».
Il sindacato annuncia l’intenzione di coinvolgere anche la segreteria nazionale per chiedere al Ministero dell’Istruzione e del Merito modifiche alle procedure telematiche, così da permettere la correzione di eventuali errori materiali nelle fasi di aggiornamento delle graduatorie.
Per la UIL Marche, infatti, la questione non riguarda soltanto il caso specifico della docente ascolana, ma un principio più generale: evitare che un semplice errore nella compilazione digitale possa prevalere sui titoli effettivamente posseduti e sul merito professionale degli aspiranti insegnanti.
