Provincia di Ascoli Piceno, la sfida del nuovo presidente: Fabio Salvi tra entusiasmo e rilancio dell’ente

PROVINCIA – Prosegue il viaggio di MaNews nei territori per raccontare istituzioni e protagonisti locali. Tappa ad Ascoli Piceno, dove il direttore Matteo Malaspina ha incontrato il neo eletto presidente della Provincia, Fabio Salvi.

 

Presidente, qual è stata la sua prima emozione dopo l’elezione e cosa rappresenta per lei questo incarico?

È stata un’emozione molto forte, una gioia accompagnata da entusiasmo ed energia positiva. Allo stesso tempo sento un grande senso di responsabilità.

Dopo diversi anni da sindaco di Venarotta, confrontarmi con una realtà sovracomunale è una sfida importante. Significa lavorare su un territorio più ampio, con problematiche diverse, cercando di dare un contributo concreto all’attività della Provincia.

 

Lei è sindaco di un comune dell’entroterra. Come intende rafforzare il rapporto tra Provincia e Comuni, soprattutto quelli delle aree interne?

La Provincia di Ascoli Piceno comprende 33 comuni e abbiamo già avviato un percorso di confronto con tutti.

Stiamo lavorando per costruire una comunicazione più efficace e una collaborazione concreta tra enti. Ho iniziato una serie di incontri sia nella sede provinciale sia direttamente nei comuni, per ascoltare esigenze, criticità e proposte.

L’obiettivo è creare una comunicazione bidirezionale: la Provincia deve essere al servizio dei Comuni, che sono i suoi principali interlocutori.

Un esempio concreto è stata la gestione dell’emergenza maltempo delle scorse settimane, dove abbiamo lavorato come un’unica squadra. Questo è il modello che vogliamo consolidare.

 

Il territorio ascolano ha grandi potenzialità turistiche e culturali. Quale può essere il ruolo della Provincia?

Dopo la riforma del 2014, le Province hanno perso competenze importanti, tra cui turismo e cultura. Tuttavia, possiamo svolgere un ruolo di coordinamento.

La Provincia può diventare un punto di raccordo tra le iniziative dei Comuni, un “contenitore” capace di valorizzare ciò che già esiste.

Abbiamo un territorio molto ricco: dalla costa alle aree interne, fino al capoluogo. L’obiettivo è mettere in rete queste risorse e rafforzare l’offerta complessiva.

 

Come immagina la Provincia alla fine del suo mandato?

Il mandato dura quattro anni, non è lunghissimo, ma abbiamo obiettivi chiari.

Il primo è il risanamento economico: la Provincia è attualmente in dissesto e vogliamo uscirne. Il secondo è rafforzare l’identità e il ruolo dell’ente, migliorando il rapporto con i Comuni. Il terzo è portare a termine i progetti in corso, in particolare quelli legati a scuole e viabilità, finanziati anche con fondi PNRR e per la ricostruzione post sisma.

Se devo immaginare un risultato finale, vedo una Provincia più forte, più efficiente e capace di rispettare le scadenze dei progetti, offrendo risposte concrete al territorio.

La Provincia di Ascoli Piceno si trova così all’inizio di una nuova fase, tra rilancio istituzionale e sfide strutturali, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra enti e valorizzare un territorio ricco di potenzialità.