ACQUAVIVA PICENA – «Comprendiamo il nervosismo dell’opposizione, costretta oggi a confrontarsi con quanto è stato realizzato per Acquaviva in questi tre anni». Così l’amministrazione comunale risponde alle critiche, rivendicando una lunga serie di interventi portati a termine o in fase avanzata: dalla riqualificazione delle mura storiche all’asfaltatura di Valle del Forno, dalla realizzazione della classe primavera al recupero dell’ex ospedale, fino al doposcuola e ai lavori su via Boreale, la nuova mensa scolastica e la messa in sicurezza di via Copernico.
«È un dato di fatto che Acquaviva si sia “svegliata” dopo un decennio di immobilismo e di scelte sbagliate», sottolinea l’amministrazione, chiarendo uno dei punti più contestati dall’opposizione: i tempi di realizzazione della nuova scuola.
«I 36 mesi indicati in campagna elettorale si riferivano alla realizzazione della scuola così com’era concepita inizialmente, cioè a una ricostruzione limitata all’edificio scolastico esistente». Successivamente, però, si è aperta una nuova opportunità. «Grazie alla disponibilità degli Agostiniani Scalzi a cedere al Comune i terreni adiacenti, abbiamo compiuto una scelta consapevole e responsabile, pur sapendo che avrebbe potuto risultare impopolare».
Una decisione che ha portato a un ripensamento complessivo del progetto. «Abbiamo scelto di cogliere un’occasione straordinaria: ripensare l’intera area con un progetto nuovo, caratterizzato da un’architettura moderna e innovativa, capace di riqualificare una parte strategica del paese e di offrire ai ragazzi spazi belli, funzionali e adeguati per i decenni a venire».
Non manca l’affondo politico sul passato. «Non è responsabilità di questa amministrazione se, nei cinque anni precedenti, quando l’opposizione era maggioranza, non si è riusciti ad arrivare nemmeno a un progetto esecutivo, scegliendo inoltre di non approfondire aspetti fondamentali come quelli geologici e sismici».
Sul fronte tecnico, i numeri vengono messi a confronto: «All’epoca fu commissionata un’indagine geologica da circa 1.500 euro; questa amministrazione ha invece investito circa 50.000 euro in un’approfondita indagine geologica e sismica, che ha dimostrato come l’area non presenti criticità né motivi ostativi alla realizzazione dell’opera».
L’iter progettuale è intanto andato avanti. «Il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica è stato completato e presentato sia alla cittadinanza sia agli enti competenti in Conferenza dei Servizi. Dal punto di vista tecnico, architettonico ed economico, il progetto ha già ottenuto parere favorevole». Per la chiusura definitiva manca soltanto «il completamento di alcune prove richieste dalla Soprintendenza, attualmente in fase di conclusione, condizioni meteo permettendo».
«Una volta acquisiti anche questi ultimi pareri – spiegano dal Comune – si potrà procedere con la redazione del progetto definitivo ed esecutivo. Solo allora sarà possibile fornire un cronoprogramma dettagliato per la cantierizzazione e la realizzazione dell’opera».
Infine, l’amministrazione evidenzia un ulteriore elemento positivo: «L’USR – Ufficio Speciale per la Ricostruzione ha espresso un giudizio favorevole, ritenendo congruo il costo complessivo dell’intervento, pari a circa 6 milioni e 800 mila euro». E conclude: «È fondamentale ribadire che l’opera sarà interamente finanziata con fondi speciali del Sisma 2016 e che il finanziamento verrà formalizzato una volta acquisiti tutti i pareri necessari».
