STORIE DI VALORE – Ad accogliere il visitatore non sono soltanto le più moderne soluzioni d’arredo, ma anche una piccola cucina degli anni Cinquanta allestita all’ingresso nella hall, dove si trova un vero e proprio museo della storia di questa azienda. È la sensazione di tenerezza mista a nostalgia che si prova appena si varca la soglia dello showroom e una delle tanti sedi di Lube S.r.l., a Treia, nel cuore della provincia di Macerata.
Una cucina che molti riconoscono immediatamente: quella delle nostre nonne, con il suo caratteristico colore carta da zucchero, essenziale, robusta, costruita per durare. Non è un semplice pezzo d’esposizione, ma un simbolo. È stata la prima cucina ad essere realizzata. È il punto di partenza di una storia imprenditoriale che attraversa sessant’anni di lavoro, intuizioni e trasformazioni. Correva l’anno 1957.
Attorno a quella cucina prende forma un vero e proprio percorso museale che racconta l’identità del Gruppo Lube attraverso i valori che ne hanno accompagnato la crescita: umiltà, innovazione, sostenibilità, visione, sport e capacità di evolversi senza perdere il legame con le proprie radici e valori.
È da quell’idea semplice, nata appunto nel 1957, da due fratelli, unirono sogno, visione e iniziarono a progettare e a realizzare cucine destinate a cambiare il modo di vivere la casa degli italiani. All’epoca la cucina era soprattutto un ambiente di lavoro, funzionale e resistente; oggi è diventata il cuore dell’abitazione, uno spazio dedicato alla convivialità, al design e alla qualità della vita. Un’evoluzione che Lube non si è limitata ad accompagnare, ma che ha contribuito a costruire.
Aprire un cassetto di quella prima cucina significa aprire anche una pagina della storia italiana. È il racconto del boom economico, delle famiglie che costruivano il proprio futuro con sacrificio, delle case che diventavano il luogo dove condividere affetti, sogni e speranze. Materiali semplici, ma capaci di custodire valori che ancora oggi suscitano nostalgia e che, in una società profondamente cambiata, sembrano tornare ad essere un punto di riferimento.
Da quella piccola cucina è nato un gruppo industriale che oggi conta circa 800 dipendenti, esporta in oltre 80 Paesi e rappresenta una delle eccellenze manifatturiere del Made in Italy, chiudendo con un fatturato di più di 285 milioni di euro come gruppo, confermandosi tra i leader in Italia con una produzione di oltre 75.000 cucine annue. Un percorso che non ha mai perso di vista la cura del dettaglio, la ricerca tecnologica, la sostenibilità dei processi produttivi e la centralità delle persone.
A raccontare questa evoluzione è il direttore commerciale Italia, Massimo Giulianelli, esponente della seconda generazione manageriale dell’azienda. Nella sua testimonianza emergono con chiarezza le origini dell’impresa, le scelte strategiche che ne hanno accompagnato la crescita e la capacità di affrontare un mercato in continua trasformazione senza rinunciare ai principi fondanti.
L’intervista diventa così il racconto di un modello organizzativo costruito sulla coerenza, sulla valorizzazione delle competenze, sul welfare aziendale e sulla convinzione che il successo economico sia sempre il risultato di una cultura d’impresa solida e condivisa. Perché dietro numeri importanti, fatturati in crescita e una presenza internazionale, esiste sempre una visione che parte dalle persone.
Lo stesso spirito anima anche l’impegno del gruppo nello sport. Da oltre trent’anni il nome Lube è sinonimo di eccellenza nella pallavolo italiana e internazionale, dimostrando come costruire una squadra vincente richieda gli stessi ingredienti necessari per guidare un’impresa: fiducia, organizzazione, rispetto dei ruoli e capacità di lavorare insieme verso un obiettivo comune.
Osservando gli occhi dei manager e degli imprenditori che ogni giorno guidano questa realtà, si comprende come il filo che unisce il passato al presente non si sia mai spezzato. È lo stesso amore con cui veniva progettata quella piccola cucina del 1957, diventata oggi il simbolo di un’azienda capace di innovare senza dimenticare le proprie origini. Ma lo stesso amore poi si sarebbe riproposto all’interno delle stesse cucine come accessorio, in tutte le famiglie, in quell’umilissimo gesto di preparare il cibo che determina cura e attenzione da parte delle nostre nonne e madri.
Che ancora oggi vive più che mai e rende la cucina il posto centrale delle nostre vite.
Perché, in fondo, le tecnologie cambiano, i mercati evolvono e le cucine si trasformano. Ma i valori che rendono grande un’impresa restano gli stessi: il coraggio di credere in una visione, il rispetto per il lavoro e la capacità di costruire il futuro partendo dalle proprie radici.
Un’altra grande storia di valore.
