SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto alla lettera di Nicoletta Sprecacé, madre del piccolo Matteo Brandimarti, esprimendo vicinanza alla famiglia e affrontando il tema della sicurezza nelle piscine, con particolare riferimento alla necessità di una normativa nazionale più stringente.
Nella sua risposta, la Presidente ha espresso profondo cordoglio per la tragedia che ha colpito la famiglia, sottolineando l’impossibilità di dare un significato compiuto al dolore per la perdita di un figlio. Meloni ha inoltre richiamato l’attenzione sul disegno di legge già approvato in Consiglio dei ministri e attualmente all’esame del Parlamento, finalizzato a introdurre una legge quadro nazionale sulla sicurezza delle piscine.
Il provvedimento, ha spiegato, mira a definire standard uniformi su tutto il territorio, disciplinando requisiti impiantistici, igienico-sanitari e gestionali, oltre alle figure professionali coinvolte e al sistema di controlli e sanzioni.
La Presidente ha infine annunciato l’intenzione di sollecitare le Presidenze di Camera e Senato per accelerare l’iter legislativo, sottolineando la necessità di arrivare in tempi rapidi all’approvazione definitiva della norma.
Di seguito il testo integrale della lettera della Presidente del Consiglio.
“Carissima Nicoletta,
grazie della tua lettera e della forza che hai avuto a scriverla.
Cercherò di risponderti come posso, consapevole di quanto ogni parola possa sembrare inutile. Perdere un figlio è un dolore talmente grande che non esiste al mondo un modo per descriverlo. Non c’è nel nostro vocabolario un termine capace di codificare e descrivere questa sofferenza, perché è qualcosa di impensabile, innaturale, inconcepibile. Ecco perché vorrei prima di tutto esprimere a te, a tuo marito Maurizio e ai tuoi cari la mia vicinanza e il mio affetto. State vivendo momenti che nessuno vorrebbe vivere, e la prova che state sostenendo supera ogni immaginazione.
Ho visto alcune immagini del funerale del piccolo Matteo. La lettera che gli avete dedicato e che è stata letta durante la celebrazione dal suo catechista mi ha commosso profondamente perché esprimeva pienamente l’amore che provavate e provate per vostro figlio. Un amore che vi ha spinto anche a compiere un altro gesto meraviglioso: donare gli organi di Matteo per regalare ad altri bambini la possibilità e l’opportunità di avere un futuro. Nel momento più buio avete testimoniato, con la vostra vita, che la morte non ha l’ultima parola e che l’amore è più forte dell’abisso. Siete un esempio per tutti.
Arrivo ora al punto della tua lettera e non userò mezzi termini. Hai ragione: serve una legge nazionale che riduca al minimo il rischio che si possa morire in una piscina, com’è purtroppo accaduto a Matteo e ad altri bambini e ragazzi in questi mesi.
Oggi questa normativa non c’è e il quadro di riferimento risulta insufficiente. È necessaria una legge quadro che fissi standard di protezione uniformi su tutto il territorio nazionale e che assicuri requisiti chiari a tutela della salute e della sicurezza delle persone nelle piscine. È una questione che il Governo ha attenzionato da tempo e a cui ha dato risposta con il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 30 luglio 2025. Parliamo di un provvedimento di sistema che individua i requisiti di sicurezza, impiantistici, igienico-sanitari e gestionali, disciplina le figure professionali che intervengono nella gestione della piscina e prescrive controlli e sanzioni in caso di infrazioni.
Al momento, però, il provvedimento non ha ancora concluso il suo esame parlamentare. Ecco perché ci tengo a dirti che scriverò al Presidente del Senato La Russa e al Presidente della Camera Fontana affinché si possano trovare le condizioni per accelerare l’iter di questo disegno di legge e arrivare nel più breve tempo possibile alla sua approvazione definitiva perché, te lo assicuro, il nostro obiettivo coincide con il tuo e con quello di tutte le mamme e di tutti i papà che si stanno battendo per la medesima causa.
Faremo la nostra parte per arrivare a questo risultato. Contate su di me.
Giorgia Meloni“
Risposta della madre
Alla Presidente del Consiglio è giunta anche la risposta di Nicoletta Sprecacé, che ha ringraziato per l’attenzione e la vicinanza istituzionale, auspicando però tempi rapidi per l’approvazione della nuova normativa.
Nel suo messaggio, la madre del piccolo Matteo ha sottolineato la necessità di una legge “non più rimandabile” sulla sicurezza delle strutture acquatiche, ribadendo l’impegno a portare avanti la propria battaglia in memoria del figlio.
