ASCOLI PICENO – Il Consiglio pastorale diocesano interviene dopo la comparsa di uno striscione rivolto contro il vescovo Gianpiero Palmieri, esprimendo pubblicamente solidarietà e sostegno al presule e sottolineando il valore del suo servizio pastorale.
Nel documento si evidenzia come un vescovo che esercita il proprio ministero ispirandosi ai valori evangelici – dalla dignità della persona alla pace, dalla giustizia all’accoglienza, fino alla fraternità e alla responsabilità – possa inevitabilmente suscitare reazioni differenti.
Secondo il Consiglio pastorale, il fatto che il messaggio del vescovo provochi dibattito e persino contestazione dimostra che le sue parole non sono rimaste inascoltate. «Più del dissenso – si legge – sarebbe preoccupante l’indifferenza». La riflessione prosegue sottolineando che una comunità che si confronta, anche in maniera accesa, testimonia comunque l’esistenza di un dialogo aperto sulle questioni poste.
Pur riconoscendo la legittimità del confronto, il Consiglio richiama però alla necessità che ogni critica venga espressa nel rispetto delle persone, evitando attacchi personali o forme di delegittimazione. «La Chiesa – viene ribadito – non teme il dialogo, ma lo considera uno strumento fondamentale, purché sia orientato alla ricerca della verità e al rispetto della dignità di ciascuno».
Il comunicato ricorda inoltre che il compito di un vescovo non è quello di adeguarsi agli orientamenti del momento, ma di annunciare il Vangelo e di richiamare con coerenza i principi della Dottrina sociale della Chiesa, anche quando questo comporta critiche o incomprensioni.
Per questo motivo il Consiglio pastorale rinnova a mons. Gianpiero Palmieri «vicinanza, stima e sostegno», ringraziandolo per il servizio svolto alla guida della diocesi e ribadendo la fiducia nel suo operato.
La nota si conclude con una riflessione sul carattere temporaneo delle polemiche rispetto alla missione della Chiesa e con una battuta finale rivolta agli autori dello striscione: il mandato episcopale di mons. Palmieri, viene ricordato, «terminerà tra quindici anni».
